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Arriviamo nella ridente Gambellara verso le 15.00, in una campagna
prosperosa ricca di viti e subito ci accomodiamo nel simpatico
campeggio adiacente allo spazio riservato alla manifestazione. Un
bel palco, temperatura elevata e via: crossover/hardcore a mille.
Nelle prime ore, più che altro, è una serie di check infiniti, ma le
bands sembrano 'esserci', lo spirito è quello giusto e
l'organizzazione risponde alle attese. Cominciamo.
Si susseguono sul palco gruppi principalmente della zona e della
cara vecchia Emilia che esibiscono una buona grinta e dimostrano la
fertilità del crossover nostrano. Arriva l'imbrunire e salgono sul
palco nell'ordine Strange Corner e C12. I primi accendono i presenti
con un hardcore old school sincero e sanguigno, i secondi mostrano
vivacemente il loro concetto di crossover: post metal, hardcore,
ska, stoner, chi più ne ha più ne metta. Ottima tecnica, ma forse
troppa carne al fuoco.
Sono circa le 22.00 quando vengono annunciati i Linea 77 da Torino.
Ebbene signori, forse una persona si può sbagliare, folgorata da un
impatto sonoro da panico, ma entrambi ci siamo sentiti fin
dall'inizio davanti ad una band in stato di grazia: suono potente in
stile 'deftoniano' immune assolutamente da clonazioni, travolgente
presenza sul palco (la scelta definitiva delle due voci si rivela in
questo senso la marcia in più), attitudine, tecnica, e tanta tanta
anima.
Forti delle loro 1.500 copie di 'too much happiness…' e delle loro
numerose esibizioni in occasioni importanti, i Linea 77 sono il
gruppo del momento - senza dubbio per chi scrive.
E le esibizioni dal vivo sono proprio il punto di forza della band.
Ancora una volta per le band italiane il risultato su disco non
rende giustizia alcuna al suono e all'impatto di un live. Una
sezione ritmica da tachicardìa, una chitarra che da sola costruisce
un muro del suono degno delle migliori band del settore, due voci
urlanti, straziate e potenti appartenenti a due indiavolati sul
palco, compongono il quintetto sul quale nome vi invitiamo a
scommettere molto, anche in ricevitoria del lotto: Linea 77.
Giunge l'ora dei Crackdown ed i ragazzi di Ravenna fanno in realtà
un po' fatica all'inizio a trattenere la grande folla che fino a
cinque minuti prima aveva saltato, pogato, urlato e praticato stage
diving. Non è però questione di molto vedere una band in ottima
forma sprigionare tutta la propria rabbia tramite un susseguirsi di
trame hardcore/crossover/post metal oscure e disciplidate. Tanta
potenza ed uno stilo personale e coinvolgente caratterizzano la
scaletta di brani dei Crackdown e portano di nuovo tutti i presenti
alla massima partecipazione. Grande gruppo - e in netta crescita.
Nel complesso finalmente una rassegna crossover degna di questo
nome, un ottimo staff e tanta buona musica mastella per orecchie
incompatibili a fiere di antiquariato di stampo statale quali
Haineken Jamming Festival, Monza Rock, Beach Bum e affini.
(recensione a cura di Aldo e Christian) |