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Non
è un caso che questi cinque ragazzi di Torino abbiano fatto successo
in Inghilterra e siano stati messi sotto contratto da una blasonata
etichetta particolarmente dedita a suoni violenti. E non è neanche
un caso che questa blasonata etichetta abbia deciso di ristampare il
loro precedente disco, "Too much happiness... makes kids paranoid",
e lanciarlo sul mercato mondiale. Un caso, comunque, non è neanche
la produzione affidata a Dave Chang. Niente è un caso, insomma, se i
Linea 77 sono quello che sono, adesso. E quindi, se questo "Ketchup
Suicide", basato su un crossover di stampo Deftones, risulta un bel
disco, non è un caso.
Un grande muro del suono innalzato da una sola chitarra, una sezione
ritmica incalzante e, soprattutto, l’intreccio delle due voci di Emo
e Nitto sono le coordinate principali della formula dei cinque
torinesi. Non solo rumore, comunque, ma anche una certa tendenza
alla melodia. Fin dalla prima traccia, "Potato music machine", anche
primo estratto, si nota un certo eclettismo e una grande forza
espressiva, che si concretizza nella title-track, "Ketchup suicide",
il pezzo migliore, caratterizzato da una certa enfasi quasi epica e
una bella melodia. Melodia che rimane e rimarca la propria presenza
anche in "Tadayuki song" e nell’unico pezzo cantato in italiano
"Moka", una canzone arresa, ma ancora viva.
Le restanti tracce sono crossover allo stato brado: grezze e
massicce. Tracce che spaccano, per dirla in slang; da segnalare
perciò la riuscitissima - e ormai cavallo di battaglia - cover di "Walk
like an egyptian" delle Bangles, allucinata e tremendamente
compatta.
Nel Cd, oltre alle tracce audio, anche materiale per PC: foto,
filmati, giochi, curiosità. E tutto a sole ventinove mila lire
(scriviamolo per esteso).
Una buona conferma, dunque, dopo un buon esordio. Buone basi per un
futuro che proponga cose ancora più buone. Aspettiamo con (buona)
trepidazione. |