|
Rockit:Vi hanno definito il "crossover italiano
d'esportazione" cosa rispondete?
Emo:
Da esportazione? Ma.. questo è dovuto al fatto che stiamo con
un'etichetta estera, poi le qualità musicali non è che le giudico
io. Noi suoniamo e ci è andata bene così. Basta non farci troppe
pippe sopra. E' musica, si suona, piace? Va bene. Le etichette o i
distributori esteri riescono ad uscire dai limiti geografici del tuo
paese. Tra l'altro visto che per un certo tipo di musica qui le
difficoltà di potersi esprimere sono molte... Va proprio bene così.
Rockit:
Voi andate spesso in Inghilterra
Emo:
Abbiamo fatto 5 tour in Inghilterra e poi dopo il Reading Festival,
uno dei più grandi festival europei, alla fine siamo diventati parte
di un circuito, anche se la parola è veramente orribile. Comunque
noi in Inghilterra non ci siamo andati, sono loro che ci hanno
chiamato.
Rockit:
Differenze e pregi tra i due paesi?
Emo:La
produzioni di band di crossover non possono competere con dei
circuiti pop o rock più spinto. Lì le etichette lavorano su 30 mila
copie, su tour fatti in Europa con 500 persone al seguito! Tutto
questo manca qua, anche se da un certo punto di vista è normale,
perché comunque è nato lì. E' lì che ci sono certe culture La nostra
canzone popolare fa si che l'unico prodotto estero, di esportazione,
sia Boccelli o le registrazioni dei dischi italiani cambiati in
spagnolo per andare su, delle cose che trovo boh E' un po' come
paragonare una telenovela al cinema! Il rapporto è quello.
Rockit: Invece a livello di pubblico?
Emo:
Sono molto esigenti, ma basta rompere quel margine di sospetto e vai
Comunque alla fine non è stato neanche semplice riuscire a
penetrare. Resti sempre un gruppo italiano preso da un'etichetta
straniera che da adito a commenti del tipo: "Italiani??? Spaghetti..Mafia"
Però una volta che dimostri che hai due gambe, due braccia e lo fai
perché ci credi, se la gente si muove e risponde vuol dire che lo
fai bene e lì i problemi finiscono. Loro hanno grossissime cifre e
riescono a tenere su un circuito underground abbastanza corposo,
sono lì che le idee nascono! C'è molta concorrenza e tu poi essere
anche il più grande figlio di puttana ma se quando suoni fai cagare.
Non lo so poi dipende anche dalla spinte che hai. Esiste un circuito
anche dal punto di vista della promozione, dei giornali, delle
recensioni, un circuito di fanzine.
Rockit:Mi
sembrava che la stampa inglese fosse piuttosto critica con i gruppi
giovani
Nitto:
Ha parecchia influenza sulla gente, i ragazzini per andare a vedere
un concerto guardano come ne parla Rocksound, per esempio. Riescono
a pilotare la situazione
Emo:
Anche se non è una regola ma una tendenza. Proprio perchè esci su un
settimanale seguito da molti lettori, che fa un bel rumore, è
fondamentale avere una buona recensione! Così saprai già che il
prossimo concerto andrà meglio. Anche se tu hai fatto un disco del
cazzo la gente se ne accorgerà dopo. L'importante è che si produca
musica. Comunque.
Rockit:
Tornando alla musica, alla vostra musica estrema, come riuscite a
coniugare la lingua italiana al crossover?
Nitto:
Scrivere in italiano è più lungo, non vorremmo scrivere stronzate.
Emo:
Anche se poi lo facciamo molto bene
Nitto:
E' più difficile. E' un fattore di lingua, ci sono diversi modi di
esprimere in italiano quello che in inglese lo esprimi con due
parole
Emo:
Piu che altro la differenza sta nel riuscire a sviluppare dei
concetti, delle sensazioni in un determinato modo, ricercando
particolari. Alla fine si vuol fare qualcosa di bello cercando di
dire meno banalità possibili. Mi piacerebbe molto iniziare a pensare
al cantato come ad una forma. Ma ho anche l'idea che il cantato non
debba sempre dire per forza qualcosa di serio perché. Boh.. alla
fine suoni! E' come chi ha le corde; tu hai la voce e canti. Quindi
potrebbe anche essere una parola che non ha senso ma che suona in
maniera così in particolare da sembrare il più bel riff di chitarra!
La parte del suono la puoi ricercare anche tra le parole, trovi una
consonante, una vocale che ti piace di più. In inglese è più
semplice. Da una parte, grazie alla sonorità della lingua, le
assonanze sono molto più facili da trovare, dall'altra però c'è il
problema di non avere una padronanza completa della lingua e. Boh ci
si prova, si studia
Rockit:
Torino sta diventando una "capitale" importante per la musica.
Emo:
Torino non solo ultimamente. E' una città molto avanti non solo per
la musica. La caratteristica di Torino è di essere stata sempre un
contenitore di idee. Quando c'era il cinema, all'inizio del secolo
era a Torino. Torino non ha etichette, non ha strutture, non ha
grosse case di produzioni anche a livello di altre arti e questo è
un bene perché vedi città come Milano, Roma dove esistono strutture
centralizzate e noti come cambia il modo di concepire la musica
anche da parte della scena locale. Noi abbiamo iniziato perché non
c'avevamo voglia di fare niente altro e andavamo sempre a suonare.
L'abbiamo fatto per 10 anni e questo ti fa capire, ti fa vedere
alcune cose, ti fa sentire orgoglioso, sai che non devi dire niente
a nessuno. Poi ci sono dei posti di Torino in cui ti ritrovavi lì
quando avevi dodici anni con le magliette stracciate. sai ognuno
vive i suoi periodi Adesso ci sono i Subsonica, i Mau Mau, la scena
è talmente ampia. Noi siamo stati una novità, dal momento che siamo
diventati evidenti, anche perché eravamo molto giovani.
Rockit: Ketcup Suicide è una metafora del suicidio di una patatina?
Di uno che ha mangiato al Mc Donald.?
Nitto:
Questo disco è nato tutto mentre eravamo in tour, ci siamo trovati
per la prima volta con 23 concerti da fare, tutti uno dietro l'altro
e allo stesso tempo dover preparare un disco con tempi abbastanza
stretti. Ci si ritrovava subito dopo il concerto a scrivere.
Emo:
Diciamo che la componente "Suicide" era quella gastronomica.
Nitto:
Sai la prima volta che sei all'estero e l'Inghilterra, con tutto il
rispetto, ha una gran cultura musicale ma come cibo fanno
caaaagareee. Un cibo "vivo" che ci seguiva.
Emo:
Poi la storia di Ketcup Suicide è diversa, è la storia di due
persone che vivono nello stesso modo in cui si vive un discorso, un
momento di scontro, quando due persone si studiano. E' quello che
succede spessissimo quando si suona, forse è normale, forse no, un
po' come una partita di scacchi dove non c'è fiducia.
Nitto:
Tirarsi fuori dalla competizione e dire: va bene hai vinto!
Rockit: Siete
vicini al vostro terzo album?
Emo:
Registriamo ad agosto. Adesso stiamo andando in giro suonando
parecchio e divertendoci anche, trovando da fare delle cose diverse,
un pochino più nervose, più violente. Stiamo buttando giù un sacco
di roba e però ma sai anche io spesso me lo chiedo!! Ma a che punto
siamo? E mi dico: "mah un sacco di roba.. ad agosto siamo pronti"
Nitto:
Ma di fisso!!!! Qualunque cosa accada, andrà così.
Emo:
Queste non sono
cose che ci immaginiamo prima che succedononon è incoscienza, uno ci
va a dormire con il pensiero! Non è che uno dice: "adesso facciamo
un album di 12 canzoni. tre in italiano, ho scritto una poesia". No,
non è così. Viene viene.. e se non viene sarà un disco di merda!
|