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Sabato 15 febbraio, sul palco allestito in piazza Vittorio in
occasione del Blix Snow Show 2003 si sono esibiti i Linea 77, forse
il più importante gruppo italiano dell'attuale panorama alternativo.
Sul freddo pungente che ha paralizzato gli spettatori durante
l'attesa, ha prevalso l'ondata di energia e calore che il gruppo ha
saputo portare sul palco fin dal primo istante. "Ma chi cavolo ce lo
fa fare di stare qua fuori, immagino ve lo starete chiedendo anche
voi?!" ha detto il vocalist Nitto e subito dopo l'atmosfera ha
iniziato a scaldarsi. Per più di un'ora le voci di Nitto ed Emo si
sono alternate in un live da brivido, riproponendo i migliori brani
contenuti in "Too much happiness makes kids paranoid" e "Ketchup
suicide" che dal 1998 ad oggi hanno conferito alla band un successo
internazionale.
Per gli amanti della scena alternativa i Linea 77 non hanno bisogno
di presentazioni: grida esplosive, suoni aggressivi e tutt'altro che
raffinati tipici dell'Hard rock si scindono ad un'innegabile
influenza Hip Hop unita a schegge Hardcore. Potremmo dire che questa
sia la ricetta segreta dei Linea 77: sarebbe troppo facile
catalogare la loro musica con le oramai logore definizioni quali "new-metal"
o accostarli a gruppi quali Limp Bizkit o Slipknot, solo perché
qualche pezzo ce li ha ricordati; l'unica certezza è che i Linea 77
sono una vera live-band ed è sul palco che danno il massimo.
Sono travolgenti, ed è impossibile restare indifferenti alla carica
che riescono a trasmettere, è impossibile non muoversi sulle note di
brani come "Ketchup suicide" e "Meat", i due singoli più conosciuti
ed ammiccanti.
Al termine del concerto siamo riusciti a raggiungerli nei camerini,
dove abbiamo scambiato quattro parole con
Emo. Iniziamo dicendo che
il gruppo è nato a Venaria e confermando le credenze popolari
secondo le quali il loro nome ha origine dal bus, il 77 appunto, che
erano soliti prendere quando si riunivano per fare le prove.
Quando siete nati e come precisamente?
Beh, di preciso non ricordo quando, ma abbiamo iniziato a suonare
intorno al 1992. Vedi, è un po' come quando ti metti con una
ragazza: ci sono quelli che si ricordano il giorno preciso, magari
anche l'ora. Non esiste, anche perché i Linea 77 sono nati un po'
per gioco quando eravamo ancora dei ragazzini e ci trovavamo appena
usciti da scuola. A Venaria c'era poco da fare, così ci divertivamo
a suonare.
Ed invece
adesso siete famosissimi anche in Inghilterra e negli Stati Uniti;
ve lo aspettavate un successo simile?
La questione non è tanto sul fatto di aspettarsi o meno il successo,
quello può arrivare in qualsiasi momento. L'importante è che quando
inizi il tuo obbiettivo non sia la fama. Quando abbiamo iniziato,
per noi la musica era un gioco ed una passione. Si trattava di un
passatempo tra amici, ci piaceva suonare e lo facevamo solo per
quello! Infatti la vostra passione traspare anche dai formidabili
concerti che fate.
Però in
Italia vi si vede un po' poco ultimamente...
No dai, non è vero... Certo che adesso la nostra attenzione è
rivolta molto anche all'estero. Quando è uscito il nostro primo
album abbiamo fatto oltre 150 concerti in giro per l'Italia, ed
adesso stiamo facendo la stessa cosa anche in Inghilterra.
La differenza tra pubblico inglese e pubblico italiano?
La differenza è
l'emozione che suscita in noi il fatto di suonare di fronte al
pubblico di casa, come questa sera a Torino.
Come mai
la scelta di cantare in coppia?
Non è stata una scelta, ma una costrizione. Quando ci siamo formati
tutti sapevano suonare qualcosa, qualcuno sapeva cantare, mentre io
non sapevo suonare un cavolo così ho detto: Vabbé, canto!. Figurati
che all'inizio eravamo addirittura in tre a cantare, poi uno si è
stufato e se ne è andato. Era stato proprio lui a dare il nome al
gruppo.
Quali
erano i gruppi che ascoltavate di più e che tuttora vi influenzano?
Beh, tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90 io ascoltavo
tantissimo i Nirvana, per il resto sono gruppi sconosciuti. Se vai a
chiedere a Gandalf, il cantante più anziano, ti tira fuori gruppi
come Rage Against the Machine, che io proprio! Bho??!!
Come
definiresti la vostra musica?
Non credo molto alle definizioni precise di un gruppo in categorie
come il punk, il metal, ma se dovessi direi che ci accostiamo
abbastanza all'hardcore.
Un'ultima
cosa. So che state lavorando al vostro terzo album...
Si le registrazioni dovevano iniziare a Gennaio, poi sono slittate.
Titolo?
Non lo sappiamo ancora, ma non deluderà i nostri fans! Posso dirti
che sarà accompagnato da un tour di promozione e che saremo
all'Hiroshima di Torino a Maggio.
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Si conclude così, con la promessa di un imperdibile nuovo album e
con la notizia di un imminente ritorno a Torino, la nostra
intervista ai simpaticissimi Linea 77.
Se ancora non li conoscete, avete tutto il tempo per rimediare ed a
maggio sarete pronti per affrontare lo straordinario impatto live! |